Numero 2 - Mar-Apr 2026
Le terre e rocce da scavo tra semplificazioni e incertezze strutturali
- – Introduzione. Ci sono temi del diritto ambientale che sembrano funzionare come frattali.
Ogni volta che si ha l’impressione di averli esplorati a fondo, interviene una modifica della norma, una sentenza o un interpello che riapre il dibattito e lo arricchisce di ulteriori, inediti livelli di complessità.
È quanto accaduto di recente, con la sentenza n. 9992 del 17 dicembre 2025 del Consiglio di Stato, che ha chiarito che l’esclusione delle terre e rocce da scavo dalla disciplina dei rifiuti e la loro eventuale qualificazione come sottoprodotti, richiede il rispetto delle condizioni tecniche e giuridiche previste dall’art. 185 del d.lgs. n. 152/2006 recante Norme in materia ambientale e dal relativo d.p.r. n. 120/2017, Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 166, richiamando una valutazione caso per caso delle modalità di utilizzo e delle correlazioni con le disposizioni di tutela ambientale.
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